
Viaggiare, immergersi, ascoltarsi…
Il cibo non è solo nutrimento per il corpo, anzi il più delle volte è uno strumento attraverso il quale cerchiamo di nutrire l’anima.
E se per una volta vedessimo questa connessione come positiva?
Cibo come mezzo attraverso cui immergere testa e corpo in una cultura diversa da quella di appartenenza. Provare nuovi sapori, odori ed abitudini per rendere autentico un legame, imprimerlo tra i nostri ricordi.
Il messaggio che cerco di far passare è anche la risposta alla domanda ricorrente che mi viene posta a ridosso delle festività o di viaggi dove non si ha la possibilità di preparare i propri pasti:
Come gestisco l’alimentazione in questi giorni? Ho paura di sbagliare…
La risposta è sempre la stessa, goditi il viaggio ed ascolta la tua fame, i tuoi bisogni…non avrai modo di sbagliare!

Accrescere la consapevolezza delle proprie sensazioni sfruttando i periodi in cui lo stress è meno forte come durante un periodo di ferie…Invitare all’ascolto di se stessi…può rappresentare un’opportunità da cogliere al volo per fare un passo in avanti nella gestione del rapporto con il cibo e un’occasione per provare piatti tipici, sapori ed abbinamenti nuovi.
Può essere anche un’occasione per mettere in pratica autonomamente ciò che cerchiamo di imparare durante il percorso, applicare qualche nozione in più acquisita nel tempo, ripetuta, diventata inconsapevolmente un’abitudine.
Per poi tornare alla routine carichi e motivati, per fare sempre meglio!
